martedì 25 ottobre 2016

Caro Papa, come si fa?



Caro Papa Francesco, condivido tutto quello che dici ma un piccolo appunto lo devo fare. Nessuno, penso, si diverte ad essere triste o a cercare il pelo nell'uovo ma quando il marcio ti circonda come si fa a sorridere? Quando ti trovi circondato da corruzione, malaffare, schiavitù sotto il nome di disoccupazione e sfruttamento, come si fa a gioire? Non mi diverto certo a criticare la Chiesa ma quando vedi parrocchie sguarnite e preti fare i capricci per voglie personali come si può tacere? Uno ha la mamma da assistere e non vuole essere disturbato, l'altro non vuole cambiare città, l'altro ancora desidera una parrocchia piccola e poco impegnativa, un altro ancora non vuole più fare il frate ma il prete e senza contare quelli che vorrebbero sposarsi e viaggiare. Abbiamo pure quelli che vanno in vacanza ai tropici e quelli che girano in auto di lusso giustificandosi con il fatto che è un regalo dei genitori. Papa Francesco, a me risulta difficile sorridere difronte a tutto questo e ancor più difficile spiegare ai miei nipoti che si allontanano dalla fede, che la Chiesa non è questa, che il clero non è tutto uguale. Ma dove sono finiti i preti che obbediscono? E quelli al servizio della comunità? Quanto possono essere credibili dei preti che predicano il Vangelo ogni giorno e che non danno nemmeno l'impressione di tentare di viverlo? Vedo più coerenza nei religiosi e nei laici che in molti preti. Papa Francesco, si, a volte siamo seri, a volte processiamo e cerchiamo il male ma solo per correggerlo. Siamo seri perché dobbiamo lavorare e spesso per pochi soldi, siamo tristi perché stanchi non riusciamo a soddisfare i bisogni dei nostri piccoli, siamo tristi perché i debiti, le necessità e lo Stato che ci opprime ci tolgono il sonno. I preti hanno uno stipendio e non devono lavorare come tutti, perché allora sono spesso poco disponibili? Non devono fare straordinari per dare un boccone di pane ai propri figli e allora perché non servono il popolo come a chiesto loro di fare Dio? Grazie a Gesù abbiamo le Missionarie della Carità, loro sono oggi il mio ponte di collegamento con Dio, loro testimoniano con la vita che Dio è amore.

Caro Padre Francesco aiutaci ad aver fede, ad amare e ad avere ancora speranza non solo nel Padre Nostro ma nei suoi figli, nei suoi discepoli, nei suoi apostoli contemporanei.

Grazie di avermi ascoltato. Con profondo affetto, Eugenio Malaspina





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